Brothers in Arms: Enrico Gemelli e Alfredo Iannello compagni di ventura nella scalata verso la gloria


Brothers in Arms: Enrico Gemelli e Alfredo Iannello compagni di ventura nella scalata verso la gloria

Quando gli sviluppatori di uno dei più fortunati titoli videoludici dedicati alla seconda guerra mondiale iniziarono a pensare il loro progetto, siamo sicuri non avessero proprio in mente una coppia di arbitri, anche se, ogni domenica per chi indossa la nostra divisa, è un po’ come una guerra. Partiti insieme dagli angusti e polverosi spogliatoi della provincia i nostri du portacolori hanno attraversato insieme stagioni, raduni, gioie e dolori, fino ad arrivare alla Can D, il primo vero bastione dell’arbitraggio a livello nazionale.

Dopo qualche gara di “assestamento” li abbiamo raggiunti per farci raccontare le impressioni di questa nuova battaglia sportiva, partendo dal passato per meglio comprendere il loro splendido presente: “abbiamo iniziato la scorsa stagione con grande consapevolezza dei nostri mezzi, tenendo bene a mente che niente ci era dovuto”, questo il pensiero dei ragazzi sull’anno trascorso alla CAI, ma nello specifico è Enrico che ci spiega la sua stagione: “sapevo di essere uno dei papabili al passaggio di categoria, anzi, che era l’obiettivo della stagione e che quindi non potevo sbagliare assolutamente. La mia preparazione è stata sempre volta alla categoria superiore, e questa è stata da sempre una costante nel nostro gruppo. A dicembre ho percepito che stavo andando bene, ma non per questo ho abbassato l’asticella e ho invece continuato a farmi trovare sempre pronto con prestazioni all’altezza della situazione”.

Non molto dissimile il pensiero di Alfredo che ci spiega: “il mio particolare vissuto a livello arbitrale mi ha aiutato la passata stagione facendomi arrivare pronto sia come arbitro che come uomo. Nessuna difficoltà è riuscita ad abbattermi e sono sempre riuscito a farmi notare per le buone direzioni. Il passaggio alla CAI è stato significativo e ancor più adesso che siamo in CAN D ci vuole una cura dei dettagli maniacale per essere al top”.

Ed è proprio nella nuova categoria che il viaggio di questi due simpatici “commilitoni” si arricchirà di un ulteriore capitolo: “entrare a Sportilia anche dopo tanti anni di esperienza è sempre una grande emozione; il raduno ti rimane impresso non soltanto per il valore tecnico ma anche per quello formativo visto che persone come Trefoloni o Gervasoni ti lasciano una carica pazzesca. Alla CAN D capisci davvero di essere ad un passo dal professionismo non solo per la mole impressionante di lavoro d’aula che viene svolto ma anche per la capacità di autocritica che viene richiesta con una sorta di “vivisezione” delle proprie prestazioni. Prestazioni che, essendo entrambi all’esordio devono servire come trampolino di lancio in vista dei prossimi anni: “ogni partita andrà affrontata al massimo, in modo da eliminare volta per volta i difetti e cercare di crescere settimana dopo settimana grazie ai consigli dei nostri organi tecnici”.

Dopo una piacevole mezz’ora fatta quasi a braccetto è tempo di separare i nostri alfieri e, vedere cosa hanno da dire uno dell’altro: “con Enrico c’è un rapporto speciale, lo considero come un fratello (appunto..), e non potrà mai esserci invidia fra di noi. Cosi come per gli altri ragazzi che si trovano in CAN D o negli organi tecnici: vogliamo fare bene per noi e per la nostra sezione”.

Tocca ad Enrico e sembra che il cordone ombelicale non sia stato rescisso nemmeno stavolta: “di Alfredo posso dire solo il meglio: ogni anno ci siamo ritrovati insieme per festeggiare le promozioni ed è stato come gioire in famiglia”. Ad un finale cosi commovente non possono che mancare i ringraziamenti: “ovviamente voglio ringraziare Max Lo Giudice e Orazio Postorino – inizia Enrico – i miei due presidenti che mi hanno sempre supportato e incoraggiato e poi, voglio ringraziare profondamente Enzo Meli, che considero il mio personalissimo mentore, mi ha insegnato molto e sono sicuro continuerà a farlo”. Ultima battuta per Alfredo che ci regala un pensiero speciale: “anche io non posso esimermi dal citare le persone che ha nominato Enrico, Max, Postorino ed Enzo, ma un pensiero lo voglio rivolgere alla mia famiglia, che è sempre presente nei miei momenti più importanti, ed alla mia ragazza che è sempre al mio fianco nonostante spesso il week-end sia costretta a passarlo da sola”.

Bene ragazzi, la ricreazione è finita e il campo di battaglia vi aspetta: tornate vincitori o… non tornate!!!!

 

Valerio Villano BarbatoResponsabile Editoriale Team Digital